fenomeno del bullismo

Nonostante l’attenzione verso il fenomeno negli ultimi anni sia molto alta, quantificarlo non è semplice: numerosi sono i casi che non vengono alla luce e nei quali le vittime non riescono a sottrarsi alle prepotenze dei bulli.

Secondo la Dichiarazione internazionale di Kandersteg (2007), l’incidenza media del fenomeno è di circa il 10% nel mondo.

Rispetto a parametri quali sesso ed età, emerge che il bullismo riguarda sia i maschi che le femmine, ma con alcune differenze: i maschi mettono in atto prevalentemente azioni di bullismo diretto, colpendo indifferentemente sia maschi che femmine.

Le femmine, invece, utilizzano forme di bullismo indiretto prendendo di mira principalmente altre coetanee femmine, con una prevalenza di episodi di diffusione di informazioni false o cattive sul loro conto. In generale, le azioni di bullismo diminuiscono al crescere dell’età.

Secondo l’indagine sulle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia condotta da Telefono Azzurro e Eurispes (2016) , condotta su 1496 studenti di scuole italiane di età compresa tra i 12 e i 18 anni, le forme di prevaricazione più comunemente messe in atto sono la diffusione di informazioni false o cattive sul proprio conto (25,2%), provocazioni e prese in giro ripetute (22,8%) ed essere ripetutamente oggetto di offese immotivate (21,6%).

Il 10,4% dei ragazzi intervistati ha riferito di subire una continua esclusione/isolamento dal gruppo dei pari.

Si riscontra una certa prevalenza di vittime di sesso maschile per quanto riguarda gli episodi di danneggiamento (13,7% di maschi contro 8,7% di femmine), minacce (7% contro 4,2%) e percosse (4,1% contro 2,5%).

Le forme di bullismo indiretto (verbale e relazionale) appaiono molto più diffuse rispetto alle forme di bullismo fisico.

(Fonte: Telefono Azzurro www.azzurro.it)